Monza: la città delle regine - miguidi
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Monza: la città delle regine

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Fu Teodelinda dalle bionde trecce a volerne fare la propria dimora prediletta, accanto alla chiesa battesimale di San Giovanni, su cui sorge l’attuale Duomo. Romantica “regina di coppe” (una di esse è conservata nel Museo del Duomo), vera e propria chioccia del popolo longobardo (e sempre nel Museo è il capolavoro d’oreficeria della Chioccia con i pulcini), era una principessa bavarese, andata sposa al re Autari.

Dopo essersi sbarazzata del primo marito, sarà lei a scegliersi il secondo, Agilulfo, che convertirà alla fede cattolica, imprimendo una svolta religiosa alla cultura longobarda.

A distanza di secoli, un’altra pia sovrana prenderà dimora in città, nella Villa Reale attualmente in restauro: Margherita di Savoia, un’altra regina-chioccia, bravissima nel dirigere lo sguardo azzurro e le candide mani nel saluto ai sudditi. I monzesi l’amarono tanto da rinnovare la città nella grazia dello style Marguerite, variante locale del liberty. Mentre il re Umberto I, il consorte infedele, si occupava del restauro della Cappella della Corona Ferrea, a legittimare il regno dei Savoia.

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