Labirinti a Milano: incredibili suggestioni

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Nata per una personale alla galleria Giò Marconi, è indubbiamente uno dei work in progress più affascinanti dell'arte contemporanea e la sua creazione, iniziata nel 1995, è stata completata in 16 anni. Pensate che per la realizzazione di questo monumentale enviroment, il Maestro Pomodoro si è ispirato al ciclo epico ''Epopea di Gilgameš'', poema di ambientazione sumerica risalente a 4500 anni fa e scritto, con caratteri cuneiformi, in undici tavole d'argilla.

Molti critici d'arte l'hanno definito come un diario di viaggio, perché è proprio il viaggio attraverso la storia, l'evoluzione emotiva, i sogni e le paure dell'uomo che ha ispirato l'artista.
Per quanto difficile da sintetizzare, la saga rappresentata nel "Labirinto" può riassumersi in tre fondamentali passaggi.
Superato il primo di questi, il Portale di ingresso al labirinto, il visitatore si trova di fronte a un secondo, grande pilastro del viaggio di Pomodoro: un gigantesco rullo recante le indecifrabili incisioni del Maestro che richiamano, per l'appunto, le vicende del re di Uruk e del suo nemico-amico, il guerriero primitivo Enkidu. Dalla stanza della Rotativa si passa al vero e proprio cuore del viaggio visionario di Pomodoro: la stanza di Cagliostro. In questo luogo, la creatività di Pomodoro ha ideato una sorta di mausoleo dedicato al controverso alchimista, ricreando, con un mix di materiali e tecniche scultoree, l'ultima cella di detenzione del conte esoterista. 

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