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Pittore, scultore, scrittore d'arte, indiscusso protagonista dell’Avanguardia italiana, Umberto Boccioni viene celebrato, a cento anni dalla sua morte (1882-1916), dalla sua città d’adozione, Milano, che riunisce per l’occasione il cospicuo patrimonio dell'artista dalle collezioni e dagli archivi dei suoi musei, da musei internazionali e collezioni private.
Umberto Boccioni è considerato il maggior esponente del Futurismo italiano. La sua geniale soluzione nel rappresentare visivamente il movimento e le sua ricerca sul rapporto tra oggetto e spazio, hanno influenzato fortemente le sorti della pittura e della scultura del XXI secolo.
Il pittore del nuovo secolo, infatti, si trova di fronte a una realtà diversa: la città è una metropoli affollata, con tensioni politiche, automobili e biciclette che corrono. E poi ci sono i treni, i primi aerei e insieme il rumore, la concitazione. Come rappresentare tutto ciò? Nelle opere futuriste di Boccioni troviamo proprio questi temi: la velocità delle macchine, degli uomini e anche dei cavalli, la simultaneità, ossia la presenza di situazioni fisiche o temporali diverse nella stessa scena; lo stato d'animo.
Boccioni cerca di rappresentare il movimento e la fusione fra i corpi e lo spazio anche in scultura. Utilizza in una stessa opera materiali diversi, come il legno, la carta, il vetro e il metallo. La sua scultura più sorprendente è "Forme uniche della continuità nello spazio", che riproduce un uomo nell'atto di correre insieme con gli elementi esterni, come il vento e lo spostamento d'aria.
L’esposizione si sviluppa in ordine cronologico, oltre 300 opere a ripercorrere la grande carriera dell’artista (morto oltretutto a soli trentaquattro anni, per un banale incidente a cavallo) e ad approfondire le fasi di maturazione del suo percorso artistico e creativo.