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Originale e intraprendente, Carrà si dedica sin dalla giovane età all’arte iscrivendosi all’Accademia di Brera di Milano e iniziando a viaggiare tra Parigi e Londra: grazie a queste esperienze estere ha modo di ammirare grandi opere del passato e a lui contemporanee rimanendone affascinato, tanto da lasciare ognuna un segno nel suo percorso artistico.
Dopo un primo avvicinamento al Divisionismo, l’artista trova piena espressione di sé nei principi del Futurismo, movimento artistico italiano rivoluzionario nato nel 1909 con la pubblicazione del Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti. La sua attività legata al Futurismo dura ben sei anni, dando vita ad una ricca partecipazione nelle idee e nei principi del movimento. Il tragico evento della Grande Guerra segna però l’animo sensibile dell’artista. La tragicità di questi anni lo porta addirittura al ricovero in ospedale a Ferrara. Proprio qui tuttavia Carrà si avvicina alla Metafisica e all’arte di De Chirico e De Pisis intraprendendo quindi una nuova fase artistica, che lascerà poi successivamente spazio ad alcuni ritorni al passato e a nuove forme espressive.
La mostra a Palazzo Reale - a distanza di quasi trenta anni dall’ultima - ripercorre l’intera carriera di uno dei più innovativi artisti del Novecento Italiano: una vera e propria antologia da ammirare nelle sale del sito milanese dal 4 ottobre fino al 3 febbraio 2019.