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Escher iniziò i suoi studi alla Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem, ma dopo pochi giorni informò il padre che avrebbe preferito dedicarsi all’arte grafica, seguendo gli insegnamenti di Samuel Jessurun de Mesquita, che lo aveva incoraggiato a continuare con questa passione, verso cui aveva dimostrato notevole propensione.E infatti durante la sua carriera Escher produsse 448 litografie, xilografie e incisioni in legno e oltre duemila fra disegni e schizzi. Il genio creativo di Escher lo portò anche ad illustrare libri e francobolli ed a realizzare arazzi e murales; nota curiosa, come altri suoi grandi predecessori, da Michelangelo a Leonardo da Vinci, l’artista olandese era mancino.
Periodo fondamentale della sua vita furono gli undici anni che trascorse in Italia, dove incontrò Jetta Umiker, che divenne sua moglie nel 1924; con lei visse a Roma fino al 1935, viaggiando in tutta la penisola e realizzando schizzi dei panorami e delle architetture che ammirava.
Ma l’edificio che forse influenzò maggiormente il disegno delle sue architetture fu l'Alhambra, il castello moresco di Granada, che lo conquistò per la geometria insita nelle sue forme, che riprodusse nelle sue opere, dove lo sguardo si perde salendo e scendendo le scale, correndo lungo pareti dalle prospettive improbabili e seguendo vie di fuga irreali.
Escher ci ha lasciato in eredità, attraverso la acuta osservazione del mondo che ci circonda, la prova che la realtà è meravigliosa, comprensibile e affascinante.