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Artista di richiamo internazionale, straordinariamente moderno nella sua sperimentazione tecnica e poetica, Medardo Rosso torna a Milano, dopo trent'anni.
Nato a Torino nel 1858 da una famiglia borghese, nel 1870 si trasferisce a Milano (dove muore nel 1928). Contro il volere dei genitori si iscrive all’Accademia di Brera.
Rosso avverte subito l’anacronismo dell’insegnamento accademico e, a causa della sua insofferenza, viene espulso dalla scuola. Si avvicina al movimento della Scapigliatura. I suoi modelli in quel periodo sono soprattutto Giuseppe Grandi, Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, Emilio Gola.
L’ambiente in cui si muove e trova materiale cui ispirarsi per le sue opere, è quello cittadino dei Navigli milanesi, della gente comune, gli anziani, i bambini. Il suo studio è rivolto alla “ricerca del vero”, ma soprattutto alla luce e alla possibilità di “fissarla” nell’opera.
Lo stesso desiderio di fermare il fuggevole battito solare che, in Francia, aveva caratterizzato il movimento impressionista. Grande artista, splendida mostra.